giovedì, Settembre 19, 2024
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Il “green” dell’Europa fa ricca la Cina e impoverisce l’Italia. Disastro von der Leyen e gli italiani fanno da soli

di Andrea Varone

L’industria del fotovoltaico in Europa rappresenta un mercato di 14 miliardi di euro l’anno, ma ora deve cedere il passo alla Cina, che l’ha letteralmente conquistata. Negli ultimi sei mesi, i prezzi dei moduli solari in Europa si sono dimezzati. Una buona notizia per i cittadini, certo, ma poi c’è sempre il grande tema della qualità. Il basso costo cinese garantisce comunque la stessa qualità dei moduli prodotti in Europa, ma che costano di più?

Settore in fortissima crescita

Il settore è in fortissima crescita: basti pensare all’Italia, dove quest’anno il mercato dei pannelli solari è salito addirittura del 27,5%. Circa la metà della produzione fotovoltaica mondiale avviene nella UE, ma – e questo è il grande paradosso – il 90% dei pannelli solari installati in Europa proviene dalla Cina. Questo perché i produttori cinesi hanno immesso negli ultimi mesi sul mercato una quantità enorme di pannelli, tanto da mandare in crisi i produttori europei.

Come spiega Antonio Amorosi su Affari Italiani, riprendendo i dati di Solar Media-PV Tech, tra i primi dieci produttori di moduli fotovoltaici otto sono cinesi. Il portavoce della Commissione UE per l’energia, Tim McPhie, ha ammesso in conferenza stampa delle gravi difficoltà dei produttori europei e di star lavorando a una possibile soluzione. Per le quantità di prodotto e per i prezzi immessi, la Cina ha messo in ginocchio il mercato.

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La situazione in Cina

La Cina produce pannelli solari a 16-18,9 centesimi per watt di capacità di generazione, le imprese USA a 28 centesimi, quelle europee 24-30 centesimi. Come è possibile questa differenza? Innanzitutto per il costo della manodopera, ma anche per i rapporti commerciali con la Cina, non sempre così chiari. Come spiega Amorosi, grazie ai finanziamenti provenienti dalla Cina, le aziende hanno potuto fare un’offerta notevolmente più economica rispetto alla concorrenza e vincere un progetto pubblico in Romania per l’apertura di una centrale. Si tratta dell’impresa cinese leader del settore, la Longi Solar, e la Shanghai Electric, due società energetiche con sede in Cina.

In tutto questo, però, va detto che l’Italia si difende bene, grazie a Enel Green Power e all’operazione 3Sun Gigafactory di Catania, un impianto che per capacità produttiva si prevede diventi la più grande fabbrica di pannelli solari d’Europa. Ad aprile 2022 è avvenuta la firma di un accordo tra Enel Green Power e la Commissione Europea per un finanziamento agevolato a fondo perduto per un tipo di produzione di pannelli ad altissima efficienza. I moduli a basso costo cinesi, però, hanno messo in ginocchio il settore europeo. Basti pensare che a un produttore storico come la Meyer Burger le linee di produzione della fabbrica di moduli nella Germania orientale sono completamente ferme da alcune settimane. “La chiusura completa della produzione è prevista per la fine di aprile”.

Questo scenario evidenzia la complessità della situazione: da un lato, la crescente accessibilità dei pannelli solari per i cittadini, dall’altro, la necessità di proteggere l’industria europea da una concorrenza che, seppur leale, rischia di essere devastante per l’economia del continente.

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